Cenni Storici
L'esercizio terapeutico della Riflessologia Plantare risale
addirittura a migliaia di anni fa.
Alcuni dipinti egizi nella tomba di Saqquara, nota
come "Tomba del Medico", mostrano persone che si trattano
a vicenda con la terapia del piede, evidenziando che i suoi
effetti terapeutici erano già noti da allora. L'iscrizione
posta sopra i dipinti dice: "Agirò in modo tale che mi loderai".
Ma è dal contesto storico e culturale dell'Antica Cina
che le nozioni e le tecniche riflessologiche sono giunte fino
a noi, in quanto più integre e seriamente codificate dalla
sua Medicina Tradizionale.
Gli antichissimi sciamani orientali furono i primi a intuire
il ponte energetico costituito dai nostri piedi: un ponte
che ci permette di connetterci con la terra a un livello fisico
(in quanto ci sostiene), a un livello simbolico (in quanto
rappresenta la Grande Dea Madre generatrice della vita) e
a un livello energetico (in quanto lo scambio continuo con
questo elemento base alimenta e vivifica la nostra Energia
Vitale).
In Occidente la Riflessologia Plantare fu riscoperta
da un otorinolaringoiatra americano, William H. Fitzgerald
che intorno al 1916 la codificò con il nome di Terapia
Zonale dei Riflessi.
In seguito, una fisioterapista, Eunice Ingham, ne
perfezionò la tecnica e i suoi allievi aprirono scuole in
America e in Europa, diffondendola in tutto il mondo occidentale.
|